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8 marzo: per i femminicidi l’ammaina bandiera, un segno, ma non basta…

Mary Cassatt "Dopo il bagno" (1901)

Mary Cassatt “Dopo il bagno” (1901)

di Maurizio Michelini

La presidente della Camera Laura Boldrini, nell’intento di lanciare un segnale forte e ben visibile quando si verifichi un nuovo femminicidio, ha deciso l’8 marzo di abbassare la bandiera a Montecitorio in segno di lutto per tutte le donne che sono state uccise, in quanto donne, per mano di chi le doveva amare. “È un dovere curare i simboli e un segno di cura verso i loro orfani, che spesso hanno visto le madri ammazzate per mano dei loro padri e mai potranno cancellarlo. E abbasserò la bandiera italiana a mezz’asta per le vittime del femminicidio. Ho proposto che lo facciano tutte le istituzioni, ogni volta che una donna viene uccisa in quanto donna. Intanto comincio io.”

Dico subito che apprezzo, anche i simboli possono contribuire a fare riflettere. Ma aggiungo che non  basta.

Il maschilismo che considera la donna come un oggetto di piacere e di dominio deve essere fermato. Occorre  un Piano che lo combatta nel corso degli anni anni, un Piano di una  nuova educazione sentimentale che sia insegnata a partire dalle scuole dell’obbligo fino all’università, fondata sulla libertà, l’uguaglianza, una cultura della collaborazione e dell’affetto che sia gestita da un corpo insegnante appositamente formato.

Oggi nella scuola dell’obbligo manca perfino l’educazione sessuale.  L’uguaglianza fra donne e uomini è sancita dalla Costituzione ma è ancora da attuare in tanti settori decisivi, dal lavoro, alla salute, ai diritti civili. La violenza si alimenta con la diseguaglianza e le ingiustizie. Oggi a perdere per prime il posto di lavoro sono le donne e molti sono contenti che siano ricacciate nei lavori domestici e ai fornelli.

Alla presidente Boldrini chiediamo che prema per la messa a punto del Nuovo Piano di studi da parte del Parlamento e del Governo e non si perda altro tempo per fornire nuovi valori ai giovani. È urgente come ci dicono i dati sui femminicidi: 128 nel 2015 e l’anno nero si è avuto nel 2013 con 179 donne assassinate dal partner. In 24 anni, dal 1990 al 2014 sono state uccise da mariti o ex, fidanzati, partners o compagni 3.880 donne.
Una ecatombe. E nel governo manca sempre il ministro delle Pari Opportunità. Come si spiega?  

 

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