Dal mondo

Tornata dalla madre italiana Houda Emma, la bambina rapita dal padre siriano 5 anni fa

di Alessandra Boga
Fine di un incubo per Alice Rossini, 36 anni, di Vimercate, in provincia di Monza e Brianza. Ha potuto riabbracciare sua figlia Houda Emma, che le era stata rapita dal padre siriano, Mohammed (Nadeem) Kharat, 40 anni, il 18 dicembre 2011. La piccola, che il 20 marzo compirà 7 anni, è arrivata venerdì 10 marzo alle 18 con un volo da Istanbul, poiché era nascosta in Turchia, dato che in Siria c’è la guerra. Con Houda Emma c’erano i nonni paterni, per avere comunque presenze familiari accanto.

Il padre aveva persino detto all’ex moglie che la bambina era morta in un bombardamento ad Aleppo, perché lei si rassegnasse, ma Alice non ci ha mai creduto. A riportare a casa Houda Emma ha contribuito la trasmissione Le Iene, che alla fine si è avvalsa della determinante collaborazione di Simona Pisani, un’attivista umanitaria a favore dei bambini siriani, che aveva conosciuto Kharat online. L’uomo si era follemente invaghito di lei e l’aveva pure minacciata di morte, quando Simona, esasperata, cercava di interrompere i contatti con lui. Poi la donna, d’accordo con Le Iene, ha accettato di incontrare Kharat in Turchia nella speranza di farsi dire dove fosse la bambina, di liberarsi di lui e di farlo arrestare dalle autorità locali, come infatti è avvenuto il 21 novembre scorso. Poi c’è stata l’estradizione in Italia, dove Kharat è stato condannato in contumacia a 10 anni di carcere per sottrazione di minore. Non sono ancora chiari i dettagli del ritrovamento e del rimpatrio di Houda Emma, anche perché il cittadino siriano non aveva la minima intenzione di rivelare dove si trovasse. Ora manca solo che il test del Dna confermerà che la bambina sia veramente lei, peraltro già riconosciuta da Alice in fotografia.

Vimercate-l-abbraccio-di-Houda-Emma-con-mamma-AliceHouda Emma invece non riconosce più la sua mamma, poiché non la vede da quando aveva appena 21 mesi; inoltre parla solo l’arabo. Non sarà facile per lei, ma avrà tutto il tempo per abituarsi alla vita che per cinque anni le è stata negata.

“Piena soddisfazione per la felice conclusione di una vicenda durata anche troppo” ha espresso Aurelia Passaseo, presidente del Coordinamento Internazionale perla Tutela dei Minori (C.I.A.D.T.M.), che si è sempre interessata al caso. “Emma rientra finalmente a casa a 10 giorni dal suo compleanno, che cade il 20 marzo – afferma Passaseo –, e questo è un regalo davvero speciale delle autorità italiane e di quelle turche. Personalmente non posso non ringraziare tutte le persone che hanno condiviso la causa e ci hanno aiutato in un modo o nell’altro nei nostri sforzi tesi a restituire la bimba a mamma Alice”. Nella foto, la madre e la bambina, dopo essersi riviste.

 

 

 

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