Donne

SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO NOI CI FERMIAMO! Sciopero globale l’8 marzo. Il piano femminista antiviolenza proposto da Non una di Meno

E’ un documento costruito dal basso, che “aspira a raccogliere definizioni, pratiche e metodologie contro la violenza maschile sulle donne. che si articola in una molteplicità di forme e aggredisce tutti i campi dell’esistente: dal lavoro, alla salute sessuale e riproduttiva, passando per la formazione e la narrazione mediatica che da sempre utilizza strumentalmente i corpi delle donne”.

“In Italia abbiamo imparato concretamente a vedere la profonda interconnessione tra i vari diritti e come ve ne siano di fondamentali per la realizzazione di tutti gli altri. La questione della salute delle donne resta centrale e una vita libera dalla violenza maschile è il primo passo; il secondo è avere accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e quindi poter scegliere della propria vita e del proprio corpo. I diritti sessuali e riproduttivi hanno infatti un impatto sullo stato di benessere complessivo, con effetti sociali ed economici di vasta portata.

Nei paesi in cui le persone hanno accesso a servizi completi per la salute sessuale e riproduttiva, compresa un’informazione adeguata sui metodi e gli strumenti contraccettivi, è possibile realizzare importanti progressi nello sviluppo, riducendo la povertà e favorendo persino la crescita economica.

A fronte di migliori condizioni di salute per donne e ragazze si aprono infatti maggiori opportunità di istruzione, lavoro, coinvolgimento nella comunità, partecipazione politica ai processi decisionali.

Assicurare alle donne cure prenatali e ostetriche con personale qualificato e rispettoso in un ambiente sicuro, garantire a quelle con complicazioni l’accesso tempestivo al pronto soccorso e a cure ostetriche di qualità, fornire informazioni corrette sulle malattie a trasmissione sessuale, Hiv e Aids, vuol dire promuovere scelte sessuali e riproduttive sane, autonome e sicure. Inoltre, i servizi volti alla salute sessuale e riproduttiva sono spesso quelli che accolgono chi ha subito violenze. Creare, potenziare e favorire l’accesso di donne e ragazze a tali servizi non significa solo garantire un diritto fondamentale ma permette di affrontare e prevenire questo grave fenomeno.

Denunciare quindi le molteplici forme di violenza e la sua complessità articolata ha portato a questa tappa dell’8 marzo e all’idea di uno sciopero globale che faccia emergere anche la condizione lavorativa in cui si trova il mondo femminile. L’8 marzo si fermeranno quindi le lavoratrici precarie, dipendenti, autonome e disoccupate, del settore pubblico e di quello privato, grazie alla copertura sindacale garantita a tutte e tutti per 24 ore. Oltre allo sciopero lavorativo, è possibile aderire anche trovando un momento della giornata per partecipare agli eventi della città, oppure non esercitando una delle tante attività domestiche o di cura che non vengono riconosciute né retribuite.

 

Sciopero globale delle donne
L’8 marzo sono previsti presidi, mobilitazioni, flash mob in tante città italiane, con una convergenza oraria di diversi cortei nel pomeriggio, a Roma alle ore 17 al Colosseo. I colori previsti dallo sciopero sono il nero e il fucsia.

Lo slogan scelto: “Se le nostre vite non valgono, noi ci fermiamo!

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