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La cacciatrice di stelle e comete

di Graziella Monti

Caroline Herschel, nata e vissuta (Hannover 1750-1848) in un’epoca con molti pregiudizi riguardo alle donne scienziate, grazie alla sua passione, alla sua tenacia e alle sue ricerche è stata una pioniera dell’astronomia femminile

Nascita di una formazione stellare nella grande nube di Magellano. Credit: Nasa, ESA, Hubblesite

Nascita di una formazione stellare nella grande nube di Magellano. Credit: Nasa, ESA, Hubblesite

Osservate fin dalla notte dei tempi, le comete, per il loro aspetto chiomato e la lunga coda luminosa, hanno da sempre suscitato fascino e timore. Le antiche credenze popolari consideravano questi corpi celesti degli oggetti sovrannaturali, misteriosi astri portatori di sventure, pestilenze, guerre o lieti eventi. Per Caroline Herschel, (astronoma, matematica e cantante lirica britannica di origine tedesca) lo spettacolo del cielo stellato o l’apparizione di una cometa non era motivo di bizzarre interpretazioni o di fantasiose immagini, bensì stimolo per un’approfondita ricerca.

Discriminate nell’educazione, in particolare quella tecnico-scientifica, le donne del suo tempo potevano avvicinarsi alle discipline scientifiche solo se  affiancate da una figura maschile disposta a condividere le sue competenze per compensare l’istruzione negata dalle istituzioni. E fu proprio con il fratello William (grande astronomo e scopritore nel 1781 del pianeta Urano) che studiò e identificò regioni apparentemente prive di stelle, di ammassi e di oggetti del cielo profondo.

Con grande acume matematico e competenze di geometria Caroline corregge e perfeziona gli appunti e le osservazioni sulla distribuzione delle stelle nella volta celeste e tra il 1793 e il 1797 identifica tre nebulose e otto comete.

Nel 1838, per la prima volta nella storia, una donna entra a far parte della Royal Astronomical Academy. Per il suo imponente lavoro di catalogazione e l’importante apporto dato alla scienza, il re di Prussia le conferisce nel 1846 una medaglia d’oro.

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