Donne

Giordania, una palestra che insegna alle donne a difendersi

di Alessandra Boga

Lina-Khalifeh_3L’idea di aprire uno spazio di corsi di autodifesa femminile, è stata di Lina Khalifeh, 30 anni, ex campionessa di Taek Won Do. Ha iniziato nella cantina di casa sua nella capitale giordana, Amman, dopo che una sua ex compagna di università era arrivata coperta di lividi perché il padre e il fratello la picchiavano e, quando Lina le ha detto che avrebbe dovuto “fare qualcosa”, lei ha dato una risposta rassegnata: “Siamo donne, non possiamo fare niente”. Allora la ragazza ha deciso, anche perché da bambina ha conosciuto sulla propria pelle il bullismo: dopo due anni è riuscita ad aprire una palestra per insegnare alle donne a difendersi: l’ha chiama “She Fighter”, “Lei Lottatrice”.

E’ la prima palestra di questo genere non solo in Giordania ma in tutto il Medio Oriente. “Mi dicevano di lasciar perdere, che non avrebbe funzionato. Ma ho ricevuto il sostegno di così tante persone e sono state così tante le donne che si sono iscritte ai nostri corsi che nel 2014 ci siamo dovute spostare in un locale tre volte più grande”. Lo ha detto di recente ad un convegno a Bologna, dove ha parlato del suo lavoro, come ha fatto anche a Pisa, Roma e Padova , insieme tra l’altro alla nota “Un ponte per …”, attiva in Giordania da 10 anni per offrire sostegno, protezione e assistenza legale alle donne giordane, siriane e palestinesi.

“She Fighter” c’è dal 2012 e fino ad oggi vi si sono rivolte grazie all’organizzazione circa 2 mila rifugiate ed ora, dopo aver fondato la sua palestra in Giordania, Lina Khalifeh vorrebbe crearne una in altri Paesi arabi, inclusa l’Arabia Saudita.

La sua storia su Globalist.it, nell’articolo Lina Khalifeh, la donna che insegna l’autodifesa in Medio Oriente”.

 

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