Insubria

Cesare Battisti, patriota e irredentista trentino

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Viale Cesare Battistivia-grassi

di Selika Magatti

Breve biografia
Cesare Battisti (ultimo di otto fratelli) nacque  il 4 febbraio del 1875 a Trento (che al tempo faceva parte dell’impero austro-ungarico), da Cesare, agiato commerciante, e Maria Teresa Fogolari di nobile famiglia.
Si sposa con Ernesta Bittanti e ha tre figli.
Dopo aver frequentato l’Imperial Regio Ginnasio a Trento si iscrive anche alla Facoltà di Giurisprudenza di Graz. Qui si unisce a un gruppo di studenti e fonda nel 1894 la Società Studenti Trentini, un’associazione di stampo socialista. Nel 1893 frequenta il primo anno di Lettere e Filosofia all’Università degli Studi di Firenze, per poi proseguire  gli studi umanistici a Torino, città dove iniziavano a farsi sentire i primi fermenti socialisti.

cesare-battistiNel 1895 con Antonio Piscel dà vita a La Rivista Popolare Trentina, sequestrata fin dal primo numero. I due nello stesso anno editano L’Avvenire, ma a causa di problemi economici viene chiuso; risolta la crisi finanziaria, fondano il settimanale L’Avvenire del Lavoratore, preso subito di mira dalla censura.
Tornato a Firenze, Battisti nel 1897 si laurea a pieni voti con una tesi in geografia trentina.
Si dedica anche a studi naturalistici e pubblica con successo Guide del Trentino. Nel 1900 fonda il Il Popolo, e successivamente il settimanale Vita Trentina.
Fervente sostenitore dell’autonomia amministrativa e dell’annessione del Trentino all’Italia, a questo scopo nel 1911 si fa eleggere deputato al parlamento di Vienna per il collegio di Trento e nel 1914 entra nella Dieta (riunione popolare) di Innsbruck.

battistiLa guerra
A seguito dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, Battisti si stabilisce a Milano, dove propaganda con accesi discorsi il suo programma irredentista, tiene comizi in diverse città italiane, pubblica articoli interventisti sui maggiori giornali. Si arruola volontario nel 5° reggimento alpini, combattendo valorosamente in molteplici azioni contro l’Austria.
Nel 1915 per le sue azioni spericolate e coraggiose riceve un encomio solenne. Nel 1916 è trasferito al Passo del Tonale e promosso ufficiale nel Battaglione Vicenza del VI Reggimento Alpini di stanza sul Monte Baldo, e sul Pasubio. Nel luglio del 1916 riceve l’ordine di occupare il monte Corno, occupato dalle forze austro-ungariche, ma viene catturato e imprigionato insieme al sottotenente Fabio Filzi (patriota e irredentista istriano, 20 novembre 1884).

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La condanna
Cesare Battisti e Fabio Filzi, trasportati su un carretto, vengono condotti nel Castello del Buon Consiglio (allora caserma delle truppe austro-ungariche) di Trento e sottoposti a processo. Riconosciuti colpevoli di alto tradimento sono condannati a morte mediante impiccagione. L’esecuzione avviene il 12 luglio del 1916.
Secondo alcune accreditate fonti Battisti chiese di essere fucilato anziché impiccato con addosso la divisa militare italiana, cosa che gli venne negata facendogli indossare miseri indumenti. Morì gridando: Viva Trento italiana! Viva l’Italia!

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