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Daily Archives: 4 aprile 2016

Insubria

Como. Via Adamo Del Pero

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Gocce di storia

Le vie di Como

di Selika Magatti

Parallella di via Odescalchi, la via Adamo Del Pero (anticamente Contrada di san Giovanni) si snoda da via Indipendenza, attraversa via Natta e sbuca in via Rovelli.


Via Adamo Del Pero

Sopra il portone del palazzo medievale (sec. XII) al numero civico 6, si nota l’insegna gentilizia dei Del Pero, è in pietra e  raffigura sei pere in ordine piramidale rovesciato, raffigurazione che troviamo riprodotta anche nel mosaico sul pavimento all’interno dello stesso palazzo.

Via Adamo Del Pero2Nel 1118 esplose il conflitto tra Como e Milano a seguito dell’attacco da parte di Adamo Del Pero e Gaudenzio da Fontanella, al castello di San Giorgio, a Magliaso nella pieve di Agno (ora Cantone Ticino), dimora del vescovo Landolfo della potente famiglia dei Carcano, designato dall’imperatore del Sacro Romano Impero Enrico V di Franconia, (da “Storia di Como e sua provincia” di Cesare Cantù) nonostante l’opposizione del clero e del popolo comasco che sostenevano Guido de’ Grimoldi di Cavallasca.
I soldati guidati dai due consoli rapirono Landolfo e lo fecero prigioniero. Durante l’attacco furono uccisi i due nipoti di Landolfo: Ottone e Bianco.

Questa la scintilla che fece scoppiare la decennale guerra tra Como e Milano che interessò un’area compresa tra le odierne province di Como, Milano, Lecco e il Cantone Ticino, (all’epoca sottoposto all’autorità del Comune lariano), che terminerà con la distruzione della Città Murata e della Coloniola. Durante una di queste battaglie Adamo Del Pero morì. Ma, il vero motivo, come per tutte le guerre, era economico: il controllo dei valichi alpini e dei relativi commerci.
Il conflitto terminò nel 1127 con la vittoria dei milanesi.

Nel 1159 Federico I di Svevia, detto il Barbarossa, con l’aiuto delle milizie lariane, liberò Como dal giogo milanese durato trent’anni. La rievocazione storica dell’avvenimento, il “Palio del Baradello”, dal 1981 si tiene ogni anno.

http://www.paliodelbaradello.it/palio.html

Dal mondo

Marocco, attrice con un video denuncia le violenze domestiche

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di Alessandra Boga

MouniaLei si chiama Mounia Magueri ed è la protagonista del filmato “Se parlo, mia moglie deve abbassare la testa”. Mounia, attivista per i diritti delle donne, nel video pubblicato da Human Rights Watch in occasione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, interpreta 4 diversi ruoli: quello di  una donna vittima di violenze, quello di un marito violento, quello di un poliziotto e quello di un procuratore, in modo da far sentire “tutte le voci” e stimolare da tutti i punti di vista la riflessione sul tema della violenza coniugale.

Il filmato si basa su storie vere per denunciare l’isolamento delle donne abusate. Il filmato vuole anche denunciare l’uso pretestuoso della ‘cultura’  – “siamo cresciuti così”, sentenzia il coniuge violento per giustificarsi – e vuole denunciare il disinteresse della società e l’inerzia delle forze dell’ordine – rappresentata dal poliziotto secondo cui è sufficiente un divorzio per mettere fine alle violenze sulla donna, e dal procuratore, che vuole le prove perché non crede fino in fondo alla donna e se la prende con la polizia, perché non la aiuta. –. Invece “Tutti devono prendersi le loro responsabilità”.

La violenza contro le donne è un crimine, i criminali devono essere puniti e le vittime protette”, afferma Mounia Magueri.

Il suo video si rivolge chiaramente alla ministra marocchina della Famiglia, Bassima Hakkaoui, perché porti avanti un progetto di legge contro le violenze sulle donne conforme alle norme internazionali sui diritti umani.

Bisogna segnalare che nella società marocchina il 63% delle donne è vittima di violenza da parte del marito. Questo malgrado l’impegno di re Mohamed VI per modernizzare il Paese, considerato in Occidente come “islamico moderato”.

  • Il Carnet di GD

  • Manet e la Parigi moderna
    Milano, Palazzo Reale, fino al 2 luglio.

    J. J. Winckelmann (1717-1768). I “Monumenti antichi inediti”. Storia di un’opera illustrata

    Max museo -Chiasso
    05.02.2017—07.05.2017

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